HOME

CENNI BIOGRAFICI

OPERE

PARLAMI DI TE

STAMPA - RECENSIONI

EVENTI

ANTOLOGIE

VIDEO

AUDIO

LINK

DOVE ACQUISTARE

CONTATTI

Il cielo dentro

IL ROSSO E L'INFINITO


Giovane Holden Edizioni - I Edizione aprile 2015

PREMIO NAZIONALE 2015
POESIA EDITA
Leandro Polverini
con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura della Città di ANZIO
La giuria assegna al libro di poesie di
NUNZIO GRANATO
Il Rosso e l'Infinito
Giovane Holden Edizioni
il 1° posto nella sezione poesia impressionista

 

L'Amore ha rappresentato uno dei temi fondamentali della poesia di tutti i tempi.  Nunzio Granato si muove, con originalità, sulle orme degli stilnovisti e celebra la pienezza d'Amore, in tutte le sue forme. Attraverso le emozioni, nonostante le mille difficoltà della vita, traccia un percorso che lo porta a esplorare la propria natura di essere umano, finito per definizione, che aspira all'Infinito a cui si giunge anche abbandonandosi con animo puro, alla passione. E la soluzione alla sofferenza pare risiedere nel donarsi totalmente, nell'incontro con l'altro e nel reciproco svelarsi. Il Poeta utilizza la scrittura poetica come una sorta di autoterapia: la parola penetra consapevolmente  nei meandri dell'esistenza rompendo e confondendo i confini tra istinto e ragione fino alla rivelazione della misterica potenza della bellezza che racchiude in sé il senso di ogni cosa. Una poesia, come sempre lo è la vera poesia, semplice. Si apprezza la godibile freschezza linguistica e il lirismo delle immagini che innalzano un inno alla vita universale e potente.

Copertina:
Eterna lotta fra il Bene e il Male
© Angela Cacciotti
olio su tela, cm 100x100 anno 2012

Terza Ragunanza di Poesia
3° Classificato "Il Rosso e L'Infinito" di Nunzio Granato

Motivazione della Giuria:

Una scrittura interessante per il costante riferimento agli elementi della natura, le poesie evidenziano un'originalità nello stile, che lascia intuire la volontà del poeta di sperimentare il linguaggio, di creare immagini senza perdere la spontaneità che gli appartengono.

Michela Zanarella

Il cielo dentro

IL CIELO DENTRO


prima edizione: ottobre 2006 UNI-SERVICE

seconda edizione: settembre 2014 Edizioni del Faro

 

2° CLASSIFICATO
V Edizione  Premio Internazionale Di Poesia
Teramo 2008 Gino Recchiuti Sezione Libro Edito
Teramo, 15 Novembre 2008

SEGNALAZIONE DELLA GIURIA
Centro Artistico Culturale Arte Città Amica
Premio Nazionale Di Arti Letterarie 2007 Sezione Volume Di Poesie

Una costruzione poetica che sceglie di privilegiare immagini e vissuti che trovano la loro sostanza in quell’inesauribile patrimonio costituito dall’analisi introspettiva”
Torino, 06 Ottobre 2007

PREMIO  DI  PRESIDENZA
Accademia Internazionale “ Francesco Petrarca “
Premio  Letterario “ I  Fiori  Di  Baudelaire  “  Sezione Libro Edito

Bolsena, 01 Maggio 2007

 

 

Quarta di copertina

Nunzio Granato qui, alla sua seconda prova, "dialoga" con il cielo, fa parlare l'Universo, dà voce ai miti, ai simboli archetipi di desideri, paure, aspirazioni dell'uomo. Nei versi de "Il cielo dentro" prende forma lo slancio, l'impeto a raffigurarsi il cielo come simbolo della coscienza, come luogo dove realizzare "l'assoluto delle aspirazioni dell'uomo, la pienezza della ricerca, come il luogo possibile di una perfezione nel suo spirito, quasi il cielo fosse lo spirito del mondo". Il cielo visto, percepito quale manifestazione diretta della trascendenza, saturo di sacralità; ed il poeta gli si rivolge conscio che nel suo infinito vi albergano i simboli delle potenze superiori dell'uomo: siano esse benevoli o temibili. L'autore, proiettandosi negli immensi spazi siderali, simbolicamente ma fortemente racchiusi nel microcosmo del suo essere, comincia un arduo peregrinare nella profondità del suo sentire. E, con una vena di primordiale nostalgia avverte e canta il suo esser solo ed insieme un tutt'uno con l'Universo. La nuova silloge di Granato "canta" dell'amore, della morte, della vita, della natura con struggente malinconia, e, in essa, vi serpeggia, come l'invisibile filo d'argento che lega l'uomo alla sua anima, l'ansia del poeta, di volta in volta drammatica e caotica, sentimentale e commovente. Nei suoi versi vi echeggiano vaghi ricordi, sperdute assonie ed i simboli diventano un mezzo per scrutare l'assoluto e per muoversi nella dimensione del sogno. Nunzio Granato lascia che i suoi versi attraversino con leggerezza e a volte con sontuosità, ma sempre chiari, lineari, di profonda armonia, gli interrogativi della vita, i tormenti interiori dell'anima che - forse, come la più alta ed innata forma di democrazia accomuna l'umanità - ma più ancora, egli, si spinge a cercare il significato recondito dello scorrere del tempo in quella dimensione che chiamiamo eternità.

Diari e sentieri

DIARI E SENTIERI

Ed. MASSO DELLE FATE — Anno 2010

 


PREMIO NAZIONALE 2012
POESIA EDITA
LEANDRO POLVERINI

Con il patrocinio dell'Assessorato Alla Cultura della Città di Anzio

Il libro di liriche "Diari e sentieri" all'esame della giuria ha ottenuto l'assegnazione del 4° posto nella sezione poesia impressionista con la seguente motivazione:

Un segreto stupore non per una particolare visione, ma per un senso totale di rapporti laddove plasma illuminazioni liriche impressioniste, intense nell'urgenza della voce che si distende per diari e sentieri e si attua con continuo intervento mentale, senza nulla togliere alla sfera sensibile.

Anzio, 25 novembre 2012


FINALISTA
Premio Letterario Nazionale
Città di Arona
"Gian Vincenzo Omodei Zorini"
XII^ Edizione 2010

Nunzio Granato in quest’opera si volge a disciplinare la ricchezza del proprio animo con una forma limpida ed eloquente. Uno stile lineare, semplice ma incisivo e ben strutturato dove si avverte un’acquisita “sicurezza della parola”.La poetica che percorre “Diari e sentieri”,  pur senza mai essere apertamente disvelata, è l’essere “straniero” e questo sentire è il vero convitato di pietra,  l’ essenza profonda  che anima la silloge. “Il termine straniero esprime - scrive Alain Gheerbrant - simbolicamente la situazione dell’uomo. Adamo ed Eva, infatti, cacciati dal Paradiso lasciano la loro patria e da allora hanno una condizione di stranieri, di emigrati. Ogni figlio di Adamo è perciò un ospite di passaggio, uno straniero in ogni paese si trovi, anche nel suo stesso paese. Ciascuno di noi, infatti, è entrato in quest’universo come in una città straniera di cui non faceva parte prima della nascita, è un ospite di passaggio, uno straniero appunto”. “Portati via lontano/dalle correnti ignote/si cullano di brezze/solamente blu/[.] non toccano mai terra/i pensieri d’oltremare, /solcano sentieri/solamente blu /”. Così nella poesia “Solamente blu” Granato immagina l’incessante viaggio alla ricerca di se stessi.
Se è vero che la poesia è il linguaggio della coscienza nella dolce, nostalgica lirica “Pegaso” appare tutta l’inquietudine antica e l’ancestrale esilio di un animo che con un inesauribile “flusso di coscienza” cerca radici dentro e fuori di sé “Quanti mari/ orfani di plancton/ ho solcato/. E quanti fiumi/orfani d’estuario/ ho navigato”. 
E, in “Siamo”, una composizione con la forza ieratica di una preghiera, il poeta, qui simbolo dell’Uomo, lascia intravedere dopo tanto travaglio dopo tanto navigare un sospirato approdo nel porto di una nuova consapevolezza “ /Siamo/La corteccia degli alberi/Lo stormire tra le fronde/Le radici/Nell’umido profondo…/Siamo/Primavere e tenebre/Arcobaleni e lacrime/Siamo/Il vociare di bambini/La sapienza contadina/I semi che piantiamo/Le tracce che lasciamo”.
Ogni composizione in “Diari e sentieri” è un bozzetto costruito con il colore, ricco di mille sfumature, delle parole che illustra le tappe del tortuoso sentiero percorso dal poeta alla ricerca della sua patria originaria, della sua vera identità: il proprio Sé.
 Ed ecco lungo il viaggio dove sembra che non s’incontri “Nessun tempio, nessun cosmo” fermare sulla pagina di un ideale diario, desideri, amori, castighi e resurrezioni, paure, speranze e interrogativi “Dove albergano gli Dei?/dove albergano i miei lumi?/”.  Ricordi di dolorose mancanze, di svigoriti rimpianti, di “Pagine mai scritte”, accoglie fedele il foglio del diario, compagno e silenzioso testimone di tante “raccontazioni”, “…/ lande gelate e piatte i giorni mai vissuti/, le pagine mai scritte/”.  C’è pero l’inconsapevole acquietarsi dell’anima, per molti sinonimo di psiche, nel momento stesso del “Cercando” “/cerco sapienza/ tra le nubi scolpite dal vento/ che sovrastano il cielo/ con giochi di giostre/”.  E, tra il perdersi dei versi risuonano, nel lettore, le parole di Sigmund Freud: “ il vero godimento dell’opera poetica deriva dalla liberazione di tensioni nella nostra psiche”. Perché, tutti noi, come il poeta, attraversiamo la vita stringendo  un unico e universale bagaglio fatto di “Diari e sentieri”, “…Sentieri seminati/ da silenzi ed impressioni, / e diari e fogli impressi dall’orma dei pensieri/”
coracraus@libero.it

 

Tracce di te

TRACCE DI TE

Ed. IL FILO — Anno 2005

 

Quarta di copertina

Con un linguaggio semplice e diretto, Nunzio Granato compone poesie accessibili a tutti, in grado di essere comprese universalmente perché universali sono i temi affrontati. Il susseguirsi ritmato e scorrevole dei versi in Tracce di te dona musicalità ai componimenti, che in tal modo sembrano avvicinarsi ad alcuni testi della canzone d'amore italiana contemporanea. La sfera amorosa è infatti quella prediletta dal poeta: la sua esigenza primaria è amare ogni giorno in modo nuovo, vivendo un rinnovamento continuo che possa alimentare il sentimento. La metamorfosi ha infatti ragione di esistere solo in funzione nel soddisfare l'amata, perché l'unico modo che il poeta ha per cercare e ritrovare se stesso è avere, e non assumere, una forma unica e sola che coincide con l'atto dello scrivere poetico.

Torna su